Prima regola
Non esiste un mese che sia sempre:
“buono per le ads”
o sempre:
“cattivo per le ads”.
Esistono periodi in cui normalmente troviamo:
più domanda;
meno domanda;
più concorrenza pubblicitaria;
maggiore attenzione;
minore attenzione;
persone più disponibili a prenotare;
zona più di vacanza/zone più vuote;
diverse temperature durante l’anno;
più/meno traffico in periodi specifici;
persone più distratte.
L'AM deve conoscere queste dinamiche per gestire le aspettative del cliente.
GENNAIO — FORTE RIPARTENZA
Gennaio può essere un periodo interessante perché molte persone:
riprendono le proprie abitudini;
vogliono rimettersi in forma;
tornano ad occuparsi di problemi rimandati;
riprendono attività sportive e lavorative.
Per un terapista può esserci quindi una maggiore propensione a:
“Devo finalmente risolvere questo problema.”
Solitamente da quando i bambini rientrano a scuola e le vacanze natalizie finiscono, si torna alla normalità.
Ma attenzione
Non significa automaticamente che gennaio abbia sempre CPL basso.
Anche la domanda pubblicitaria può essere elevata.
Quindi:
domanda alta ≠ necessariamente advertising economico.
FEBBRAIO – MARZO — PERIODO SPESSO INTERESSANTE
Dopo la ripartenza di gennaio, la vita torna maggiormente a regime.
Le persone hanno:
routine più stabili;
maggiore attenzione al lavoro e alla salute;
meno distrazioni rispetto a periodi festivi.
Per molti studi può essere una buona finestra per costruire continuità.
APRILE – GIUGNO — PERIODO GENERALMENTE FAVOREVOLE
Qui entra spesso una combinazione interessante:
routine stabile + maggiore mobilità + attività fisica + maggiore attenzione al benessere.
Per esempio:
chi riprende sport;
chi sente problemi che si trascinava da mesi;
chi vuole arrivare all'estate in condizioni migliori.
Può essere quindi un periodo favorevole per molte offerte legate a:
dolore + postura + sport + prevenzione + benessere.
LUGLIO — INIZIA A CAMBIARE IL COMPORTAMENTO
Con l'arrivo dell'estate una parte del pubblico:
va in vacanza;
cambia routine;
lavora meno;
passa più tempo fuori casa;
i figli non vanno a scuola;
rimanda alcune decisioni.
Questo non significa che la domanda sparisca.
Significa che cambia il comportamento del pubblico.
Per alcuni studi può essere ancora un ottimo periodo. Potrebbero abbassarsi i costi pubblicitari ed aumentare i risultati.
Per altri può esserci più difficoltà nel portare la persona fino alla prenotazione oppure ci può essere qualche disdetta in più per una gestione differente delle proprie attività quotidiane.
AGOSTO — IL PERIODO PIÙ PARTICOLARE
Agosto è probabilmente il mese che più facilmente genera errori di interpretazione.
Una parte delle persone è:
in vacanza;
fuori città;
meno concentrata;
meno disponibile a iniziare un percorso.
Ma attenzione:
Agosto non significa “spegnere le campagne”.
Può esserci comunque domanda.
E soprattutto:
diminuzione del volume ≠ campagna inefficace.
Bisogna capire cosa succede nello specifico mercato e nella specifica zona.
In alcune località turistiche, ad esempio, agosto può avere dinamiche completamente diverse rispetto a una città non turistica.
Solitamente ad agosto si abbassano i costi pubblicitari, molte attività spengono le proprie campagne. Rimane un ottimo periodo per partire ed acquisire clienti ma la gestione può essere più complessa. Nelle de due settimane centrali possono aumentare le disdette, persone che non rispondono, persone che “ci sentiamo a settembre, sono in ferie”. Solitamente aumentano i contatti e ci si può preparare per Settembre.
Non è consigliato far partire nuovi clienti ad Agosto perché non sappiamo come gestiscono il lavoro. Se non sono bravi a gestirlo, potrebbero perdere 2 settimane di lavoro (le due centrali).
SETTEMBRE — RIPARTENZA MOLTO IMPORTANTE
Settembre è spesso un mese interessante per il nostro settore.
Le persone tornano alla:
routine.
Riprendono:
lavoro;
palestra;
sport;
scuola;
attività quotidiane.
E spesso arriva il pensiero:
“Ora devo rimettermi in ordine.”
Per questo può essere un momento forte per:
dolore, postura, riabilitazione, sport e benessere.
Solitamente si torna alla routine dalla riapertura delle scuole.
OTTOBRE – NOVEMBRE — PERIODO SOLIDO MA COSTI PUBBLICITARI PIÙ ALTI
Una volta stabilizzata la routine, le persone tendono ad avere maggiore continuità.
Questo può favorire:
prenotazioni;
percorsi;
trattamenti ricorrenti;
decisioni rimandate durante l'estate.
È spesso un periodo in cui vale la pena essere presenti e non rallentare semplicemente perché “si avvicina fine anno”. Aumentano i competitor e ci si avvicina al periodo di black friday, i costi pubblicitari aumentano. Potrebbero diminuire i contatti.
DICEMBRE — IL COMPORTAMENTO CAMBIA DI NUOVO
Dicembre è particolare.
Ci sono:
festività;
viaggi;
regali;
chiusure;
meno giorni lavorativi;
maggiore distrazione.
Una parte delle persone rimanda:
“Ne parliamo a gennaio.”
Ma può esserci anche un'altra dinamica:
“Prima delle feste voglio sistemare questo problema.”
Quindi anche dicembre non va semplicemente classificato come:
buono / cattivo.
Va interpretato.
UN ERRORE MOLTO COMUNE
Cliente:
“A marzo facevamo CPL 7 €. Ora siamo a 11 €. Le campagne stanno andando male.”
L'AM non deve confrontare semplicemente:
Marzo vs Agosto
e concludere.
Deve chiedersi:
“Il mercato è lo stesso?”
“La domanda è la stessa?”
“La concorrenza è la stessa?”
“Il comportamento degli utenti è lo stesso?”
“La conversione finale è cambiata?”
Far capire al cliente che il periodo dell’anno può incidere sui costi e risultati.
CONFRONTARE PERIODI OMOGENEI
Questa è una regola importante.
È più utile confrontare:
Settembre 2026 vs Settembre 2025
che:
Agosto 2026 vs Gennaio 2026
quando vogliamo capire la stagionalità.
Non sempre avremo dati dell'anno precedente, ma il principio è:
confrontare periodi il più possibile simili.
LA STAGIONALITÀ NON È UNA SCUSA
Attenzione a un errore opposto.
Non vogliamo che l'AM dica:
“È agosto, quindi è normale che vada bene/male.”
Questa non è analisi.
La stagionalità deve essere:
contesto
non:
giustificazione.
Se qualcosa peggiora, dobbiamo comunque capire:
quanto è normale?
quanto è anomalo?
cosa possiamo migliorare?
PERCHÉ QUESTO È IMPORTANTISSIMO PER I NOSTRI CLIENTI
Molti clienti tendono a fermare le campagne nei periodi che percepiscono come più difficili.
Pensano:
“Ad agosto non c'è nessuno.”
oppure:
“A dicembre non ha senso fare marketing.”
Ma fermare completamente le campagne può anche significare:
perdere continuità;
ridurre la presenza;
lasciare spazio ai competitor;
arrivare a settembre senza l’agenda programmata.
Quindi la decisione deve derivare dai dati, non dal calendario.