10. Come gestire le situazioni difficili durante il percorso iniziale

Caso 1 — Il cliente vuole parlare di pacchetti durante l'onboarding

Come gestirlo:

Ascoltiamo la domanda e rispondiamo al dubbio essenziale. Poi riportiamo la conversazione sulla priorità della fase attuale.

Il messaggio da trasmettere è che lavoreremo sui percorsi insieme, ma prima dobbiamo impostare il processo di acquisizione e gestione dei contatti.

Non serve iniziare a costruire i pacchetti durante l'onboarding soltanto perché il cliente è interessato all'argomento.

Proporre pacchetti da subito senza avere un processo chiaro e ottimizzato della gestione dei contatti/cliente potrebbe essere dannoso e peggiorare i risultati.

Caso 2 — Il cliente non ha svolto i compiti assegnati

Come gestirlo:

Non limitiamoci a ripetere le stesse istruzioni.

Dobbiamo capire:

  • perché non ha svolto il compito;

  • se non aveva capito cosa fare;

  • se non aveva tempo o ha dato priorità ad altro;

  • se ha incontrato un problema tecnico;

  • quale azione concreta permetterà di completarlo.

Dopo aver identificato la causa, concordiamo una nuova scadenza e valutiamo se il mancato completamento blocca lo step successivo.

Se il problema si ripete, dobbiamo affrontarlo apertamente: non possiamo continuare ad aggiungere attività senza che quelle precedenti vengano applicate.

Caso 3 — Il cliente vuole costruire pacchetti, ma non propone le seconde sedute

Come gestirlo:

La priorità è la gestione delle seconde sedute.

Spieghiamo internamente al cliente che non possiamo concentrarci soltanto sulla costruzione di offerte più elaborate se non è ancora sistematica la proposta di continuità dopo la prima visita.

Assegniamo un periodo di applicazione, chiediamo di registrare gli esiti e torniamo sui pacchetti quando abbiamo una base più solida.

Proporre solo pacchetti potrebbe far allontanare le persone anche se realmente interessate a continuare.

Caso 4 — Il cliente dice che i lead non sono buoni

Come gestirlo:

Non accettiamo immediatamente la conclusione e non difendiamo automaticamente le campagne.

Analizziamo il processo:

  • Quanti lead sono arrivati?

  • Quanti sono stati contattati?

  • Quanto tempo è trascorso prima del contatto?

  • Quanti hanno risposto?

  • Quanti hanno prenotato?

  • Quali motivi di rifiuto sono emersi?

  • Ci sono elementi concreti che indicano un problema di qualità dei contatti?

Lo scopo è individuare il punto in cui si interrompe il processo e capire se dobbiamo intervenire sulla campagna, sulla gestione dei lead o su entrambi.

Questa lezione spiega come gestire questo tipo di problematica: clicca qui

Caso 5 — Il cliente dà risposte vaghe

Come gestirlo:

Non accontentiamoci di risposte come “sì, lo faccio”, “sta andando abbastanza bene” oppure “i pazienti non sono interessati”.

Chiediamo esempi e dati.

Per esempio, invece di chiedere soltanto se propone i pacchetti, chiediamo a quanti pazienti li ha proposti, quanti hanno accettato e quali obiezioni ha ricevuto.

L'AM deve trasformare le impressioni in informazioni utilizzabili.

Caso 6 — Il cliente non è ancora pronto per lo step successivo

Come gestirlo:

Non dobbiamo seguire la scaletta in modo meccanico. Non dobbiamo stressare il cliente se no rischiamo di perderlo perché il processo è troppo complesso e stressante per lui.

Se il cliente ha ancora bisogno di supporto sulla gestione dei contatti, utilizziamo la call per lavorare su quel problema. I percorsi possono essere affrontati successivamente.

Il calendario è uno strumento di organizzazione, non un motivo per ignorare le difficoltà reali del cliente.