4. Esempi pratici da saper riconoscere

Caso A — Il cliente riceve molti lead, ma fissa poche visite

Situazione: le campagne generano contatti, ma il cliente comunica che gli appuntamenti sono insufficienti.

Non possiamo concludere automaticamente che il cliente sia a rischio o che il marketing non funzioni.

Verifiche:

  • quanti lead sono arrivati;

  • quanti sono stati contattati;

  • quanto tempo passa prima del primo contatto;

  • quante conversazioni sono state avviate;

  • quante prenotazioni sono state ottenute;

  • come vengono gestiti gli stati nel CRM.

Possibile azione: individuare dove si interrompe il funnel e definire un piano di correzione.

Il client health dipenderà anche da come il cliente percepisce la situazione, da quanto collabora e da quanto efficacemente stiamo gestendo il problema.

Caso B — Il cliente non applica le indicazioni

Situazione: durante le call concordiamo delle attività, ma il cliente continua a non svolgerle.

Verifiche:

  • ha capito che cosa deve fare?

  • ha tempo e risorse per farlo?

  • ritiene che l'attività sia utile?

  • si è verificato un problema concreto?

  • la stessa difficoltà si ripete nonostante il supporto ricevuto?

Possibile azione: semplificare le attività, chiarire le aspettative e concordare una verifica ravvicinata. Se il comportamento si ripete, affrontare esplicitamente la mancanza di applicazione.

Non possiamo assumerci la responsabilità di attività che spettano al cliente, ma dobbiamo aiutarlo a capire quali conseguenze abbia il mancato completamento.

→ Se diamo dei compiti ai clienti, è sempre meglio fare un recap delle cose da fare anche in chat Whatspp.

Caso C — Il cliente sembra soddisfatto, ma non comunica più

Situazione: il cliente non si lamenta, ma risponde raramente, sposta le call e non condivide i dati richiesti.

Verifiche:

  • è semplicemente molto impegnato?

  • sta continuando ad applicare le indicazioni?

  • considera ancora utili gli incontri?

  • ci sono problemi che non sta comunicando?

Possibile azione: contattarlo in modo proattivo, capire la causa del disimpegno e concordare il modo migliore per riprendere il controllo della collaborazione.

Non presumere che il silenzio significhi soddisfazione.

Caso D — Il cliente ha difficoltà economiche

Situazione: manifesta preoccupazione per il costo del servizio e dubita di poter continuare.

Verifiche:

  • il problema riguarda il costo assoluto o i risultati ottenuti rispetto alla spesa?

  • ci sono aspettative che non sono state soddisfatte?

  • abbiamo dati sufficienti per capire la situazione?

  • esistono interventi sensati che potrebbero migliorare la sostenibilità?

  • come sta gestendo le proprie finanze di studio e quelle personali? Sono divise o calcola tutto insieme?

Possibile azione: affrontare il problema e stabilire le priorità. Non proporre automaticamente servizi aggiuntivi o upsell per aumentare i ricavi nel breve periodo.

Caso E — Il cliente è molto soddisfatto, ma i risultati sono ancora migliorabili

Situazione: il cliente ha fiducia nell'agenzia e collabora, ma ci sono opportunità non ancora sfruttate.

Possibile azione: mantenere lo stato di salute positivo, proseguire il lavoro sui risultati e valutare opportunità pertinenti quando il cliente è nelle condizioni di sfruttarle.

Non serve classificare come a rischio ogni cliente che ha margini di miglioramento.