5. Prima call di aggiornamento dopo il lancio

Obiettivo della call

Verificare come il cliente sta gestendo i nuovi contatti, analizzare i primi dati e correggere gli errori operativi.

La priorità non è ancora costruire pacchetti complessi. La priorità è fare in modo che il cliente sia bravo nella gestione dei contatti e nella conversione delle prime visite.

Se questa fase non funziona, rischiamo di concentrarci su strategie più avanzate senza avere una base adeguata.

Preparazione della call

Prima dell'incontro, l'AM deve verificare:

  • quanti contatti sono arrivati;

  • se vengono contattati e con quali modalità (chiederlo anche durante la call);

  • se il cliente utilizza correttamente il gestionale;

  • quanti contatti hanno prodotto appuntamenti utili;

  • quante prime visite sono state prenotate, quando il dato è disponibile;

  • quali problemi sono già emersi nelle comunicazioni con il cliente.

Non dobbiamo arrivare alla call senza conoscere la situazione.

Se mancano dati, identifichiamo il motivo: il cliente non li registra, non sa usare il gestionale oppure non ha ancora svolto le attività necessarie.

Come condurre la call

Fase 1 — Verificare la gestione dei contatti

Approfondiamo il processo reale, non soltanto ciò che il cliente dice di fare.

Controlliamo:

  • tempi di risposta;

  • primo messaggio inviato;

  • tentativi di contatto;

  • eventuale telefonata;

  • gestione delle obiezioni iniziali;

  • capacità di portare il contatto alla prenotazione;

  • capacità di rifissare l’appuntamento, quando necessario;

  • aggiornamento dello stato del contatto nel gestionale.

Se il cliente dice di contattare tutti, chiediamo di vedere alcuni esempi concreti. Dobbiamo capire se il processo viene applicato davvero.

Fase 2 — Rivedere il pitch telefonico/script di messaggi

Il pitch è lo strumento con cui il cliente guida la conversazione con il potenziale paziente.

Se emergono difficoltà, lavoriamo sui passaggi che non funzionano. Non basta invitarlo genericamente a telefonare di più: dobbiamo capire dove si blocca e che cosa deve cambiare.

Fase 3 — Analizzare i primi dati

Ragioniamo sul percorso che porta dal contatto alla visita.

Dobbiamo distinguere tra:

  • lead ricevuti;

  • lead effettivamente contattati;

  • conversazioni avviate;

  • prime visite prenotate;

  • prime visite svolte;

  • appuntamenti fissati una seconda volta;

  • disdette e gestione.

Questi numeri aiutano a capire dove intervenire. Un numero di prenotazioni basso può dipendere da problemi diversi: non possiamo attribuire automaticamente tutto alle campagne.

Fase 4 — Rendere sistematica la gestione delle seconde sedute

Questo è uno dei punti più importanti per aumentare il fatturato del cliente.

Il cliente deve promuovere massivamente le seconde sedute, prima di concentrarsi sulla costruzione di nuovi pacchetti e percorsi.

Non dobbiamo aspettare di aver costruito il pacchetto perfetto per iniziare a lavorare sulla continuità.

Il cliente deve diventare bravo a gestire la prima visita, spiegare al paziente quando è opportuno proseguire e proporre in modo sistematico una seconda seduta quando indicata dal professionista.

L'obiettivo è verificare che il cliente sappia:

  • non concludere la prima visita senza affrontare il tema della continuità, quando appropriato;

  • spiegare chiaramente il motivo per cui può essere utile proseguire;

  • proporre e fissare la seconda seduta;

  • registrare l'esito della proposta;

  • gestire le obiezioni ricevute.

Non stiamo dicendo di proporre trattamenti non necessari. Stiamo dicendo che la continuità deve essere affrontata sistematicamente e non lasciata al caso.

Fase 5 — Preparare lo step successivo

A fine call inviamo al cliente il questionario sui percorsi, che dovrà compilare prima della successiva call dedicata.

In questo modo, mentre il cliente lavora sulla gestione dei contatti e sulle seconde sedute, noi iniziamo a raccogliere le informazioni utili per strutturare i percorsi.

Compiti da assegnare

  • Applicare il flusso di gestione dei contatti concordato.

  • Correggere gli errori operativi individuati.

  • Utilizzare correttamente il gestionale.

  • Promuovere massivamente le seconde sedute, quando appropriate.

  • Compilare il questionario sui percorsi.

  • Raccogliere dati ed eventuali obiezioni da analizzare nella call successiva.

Errori da evitare

Errore 1: parlare subito di pacchetti.
Se il cliente non gestisce bene i contatti o non propone le seconde sedute, la priorità è correggere questi problemi.

Errore 2: basarsi sulle impressioni.
Dire “mi sembra che stia andando bene” non è sufficiente. Dobbiamo esaminare dati ed esempi.

Errore 3: confondere contatti e prenotazioni.
Ricevere contatti non significa averli gestiti bene né aver generato appuntamenti.

Errore 4: rimandare le seconde sedute in attesa dei percorsi.
La continuità va affrontata da subito, senza aspettare che sia completata la strategia sui pacchetti.