Il recesso è diverso dalla sospensione.
Quando un cliente comunica di voler interrompere il contratto, dobbiamo verificare la decorrenza del preavviso prevista dal contratto e comunicarla in modo chiaro.
LA REGOLA
Il recesso prevede:
30 GIORNI DI PREAVVISO
La cessazione avrà effetto alla scadenza del successivo periodo di pagamento, tenendo conto del preavviso previsto.
ESEMPIO
Prossimo pagamento tra 1 settimana
Il cliente comunica oggi:
“Voglio recedere.”
La scadenza del pagamento è tra 7 giorni.
Il periodo di preavviso decorre dalla prossima scadenza di pagamento.
Quindi il cliente resterà attivo per il periodo previsto dal preavviso e la cessazione avverrà successivamente, secondo le condizioni contrattuali. Pagherò la rata fra 1 settimana, dopo 30 giorni si stoppa.
SE IL PAGAMENTO È GIÀ SCADUTO
Esempio:
Pagamento scaduto ieri Il cliente comunica oggi di voler recedere.
Non si considera il giorno precedente come nuova decorrenza.
Il preavviso parte dalla prossima scadenza prevista.
Questo significa che il cliente dovrà sostenere ancora un pagamento e successivamente partono i 30 giorni.
COSA DEVE FARE L'AM
Quando arriva una richiesta di recesso:
1. Verificare il contratto
2. Verificare la prossima scadenza di pagamento
3. Calcolare correttamente il periodo di preavviso
4. Comunicare al cliente la data effettiva di cessazione
5. Tracciare correttamente la richiesta internamente
Mai dare per scontata la data di fine. Avvisare sempre l’amministrazione con la rispettiva task.
PERCHÉ ESISTE IL PREAVVISO?
Il preavviso non è stato inserito per complicare la vita al cliente.
È una regola contrattuale necessaria per permettere all'azienda di:
organizzare correttamente il lavoro;
pianificare il carico del team;
evitare interruzioni improvvise;
gestire correttamente risorse e attività.
Tutti i contratti prevedono queste condizioni.
Possiamo trattare per cercare di non perdere il cliente. In primis dobbiamo capire il reale motivo del recesso.
ATTENZIONE AL MODO IN CUI LO COMUNICHIAMO
Non dobbiamo avere un tono:
“Devi pagare perché lo dice il contratto.”
Anche quando la regola è corretta, un tono aggressivo può creare inutili discussioni.
Meglio:
“Ti confermo che la richiesta di recesso è stata registrata. Come previsto dal piano contrattuale, il rapporto prevede 30 giorni di preavviso e la cessazione avrà effetto alla scadenza prevista in base alla tua prossima data di pagamento.”
Chiaro, professionale, senza creare conflitto.
LE REGOLE NON SI NEGOZIANO CASO PER CASO
Se il contratto prevede il preavviso, lo applichiamo.
Non dobbiamo avere paura di comunicare una condizione contrattuale corretta.
Allo stesso tempo, non dobbiamo usare il contratto per creare discussioni inutili.
Obiettivo:
chiarezza → correttezza → chiusura della situazione
Quando arriva un recesso:
NON IMPROVVISARE.
Verifica:
Contratto → prossima scadenza → 30 giorni di preavviso → data effettiva di cessazione
E ricordiamo:
IL PREAVVISO ESISTE PER PROTEGGERE L'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO.
Non dobbiamo perdere tempo in discussioni sul perché esista.
Dobbiamo semplicemente verificare la regola, applicarla correttamente e comunicarla con professionalità.